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| Vi piacciono? Io ho cominciato ad ascoltarli da poco e sn bravi!  Questa è una mini- biografia: I Manowar nascono durante una delle date inglesi del Black’n Blue Tour nel 1981. A fare da spalla a Black Sabbath e Blue Oyster Cult c’erano gli Shakin’s Street. Chitarrista di questa band era un certo Ross The Boss, noto per aver militato nei Dictators. Il chitarrista australiano, secondo la leggenda, entrò nel backstage dei Sabbath, attirato da alcuni suoni, qui vide uno dei roady, un certo Joey De Maio (con un passato negli Elf), che si allenava con uno dei bassi di Geezer Butler correndo sulla tastiera ad una velocità mai vista prima. I due si misero a parlare e quel giorno furono gettate le fondamenta dei Manowar. Si trasferirono subito a Chicago, dove reclutarono subito un vecchio compagno di scuola di Joey, tale Eric Adams, più tardi definito come “i polmoni più solidi dell’intera storia del metal”. Il loro esordio discografico nel 1982 con ‘Battle Hymns’. La proposta dei nostri è un heavy metal semplice, diretto, trascinante, epico e teatrale, infarcito di tematiche guerresche e subito etichettato come Epic Metal. Altri dischi, in un crescendo di qualità, vengono prodotti e con essi il nome Manowar comincia ad essere legato a doppio filo con l’essenza stessa dell’Heavy Metal, inteso come movimento di massa. Il loro “Death to false Metal!”, originariamente dedicato alle band Street e Glam, ritenute colpevoli di preoccuparsi più di trucchi e lustrini che di musica, ed il loro machismo esasperato divengono ben presto dei marchi di fabbrica, così come le loro trovate assolutamente kitch, come il fatto di presentarsi sul palco vestiti di pelli e armati di spade, a cavallo o in moto, come l’essere voluti fermamente entrare nel guinness dei primati come “la band più rumorosa del pianeta” o come l’essersi portati in tour (nei tempi d’oro) un pullman pieno di groupies. Questo non deve però far dimenticare l’importanza della loro proposta musicale e la capacità di essere riusciti ad introdurre nell’immaginario metal tutta una serie di novità, partendo dalle tematiche ‘barbare’ fino ad arrivare all’approccio teatrale alla musica. |
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